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Posts contrassegnato dai tag ‘yogawaves’

Costruisci un aquilone e disinnesca il pilota automatico! Piccoli consigli di mindfulness contro il logorio della vita moderna

“Improvvisare è la cosa più normale del mondo”, spiega Stephen Nachmanovitch, violinista spontaneo, musicista e autore. “Improvvisiamo ogni volta che pronunciamo una frase, ma ci viene detto venerando i maestri che il processo creativo è qualcosa di misterioso e divino, accessibile solo a poche persone – mentre invece improvvisiamo per tutto il tempo, creando in continuazione”.

Nachtmanovitch è stato un pioniere negli anni Settanti d’improvvisazione al violino, viola e violino elettrico. Autore del libro Il gioco libero della vita, tiene conferenze in tutto il mondo diffondendo il valore della creatività e gli insegnamenti del suo celebre maestro Gregory Bateson.

Lasciamoci ispirare dal presente, cosa stiamo creando nella nostra vita oggi?

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Little girl brushing her teeth

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Riflessologia plantare, sciogliere le emozioni a partire dai piedi

“Il passato è solo una storia che ci raccontiamo”, spiega la suadente voce di Scarlett Johansson, nel film di Spike Jonze Lei (Her, da apprezzare in lingua originale se possibile). L’attrice interpreta un futuristico sistema operativo che s’innamora di un uomo in carne e ossa. A un certo punto lui l’accusa di non poter capire le sue emozioni, non avendo un campionario di esperienze trascorse. Scarlett/sistema operativo si ribella all’insinuazione vantando una maggiore capacità di apprezzare quello che “realmente” succede, rispetto agli esseri umani ossessionati dai propri pensieri sul passato.

Quale vissuto occupa in maniera ingombrante il nostro tempo presente come una romanzata cronistoria che la mente non smette di raccontarci?

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Red Carpet del film "Her" - Roma Film Festival

Yoga in aeroporto a Venezia. Dopo San Francisco e Chicago, anche in Italia.

In diversi aeroporti americani è già pratica comune, ma in Italia nessuno, prima d’ora, ci aveva mai provato. La pioniera nostrana si chiama Benedetta Spada ed è un’insegnante di Hatha Yoga, Ashtanga, Yoga Dinamico e Danza Yoga. Dopo aver viaggiato a lungo, si è convinta del fatto che fare yoga durante un viaggio sia il modo migliore per prepararsi all’esperienza, sia fisica che emotiva, di una trasferta. Così ha scritto un libro – Yoga in Viaggio – e ha coltivato un sogno: quello di insegnare yoga in uno dei tanti aeroporti italiani. Negli Stati Uniti diversi scali, da San Francisco a Chicago, hanno già allestito delle “yoga room” per i passeggeri in attesa. In Italia l’esperimento parte domani – venerdì 4 aprile – all’aeroporto di Venezia, il primo ad aver deciso di aprire le porte a questa pratica antichissima. Dalle 8.30 del mattino alle 14, i passeggeri in partenza dallo scalo veneziano sono guidati da Benedetta in esercizi appositamente sviluppati per situazioni di viaggio. Le sessioni durano 15 minuti l’una e comprendono tecniche per ridurre lo stress da viaggio e migliorare gli stati di consapevolezza.

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Buddha

Come sorridere ai ricordi. La rubrica #Now

Avere a che fare con il passato non è mai facile. Rigido, ingombrante, etichettato oppure fluido, coltivato ma sempre presente. Come si fa a vivere con pienezza il momento, liberandosi non dal ricordo – perché sarebbe impossibile – ma dal peso emotivo di quello che è successo in precedenza? Una ricetta precisa non c’è. Ma un maestro nell’ironizzare sul passato è lo scrittore argentino Julio Cortázar. Lo fa nel suo libro dedicato a famas e cronopios, due tribù immaginarie di creature opposte ed estreme: “I famas, per conservare i loro ricordi, seguono il metodo dell’imbalsamazione: dopo aver fissato il ricordo con capelli e segnali, lo avvolgono dalla testa ai piedi in un lenzuolo nero e lo sistemano contro la parete del salotto, con un cartellino che dice: “Gita a Quilmes”, oppure: “Frank Sinatra”. I cronopios invece, questi esseri disordinati e tiepidi, sparpagliano i ricordi per la casa, allegri e contenti, e ci vivono in mezzo e quando un ricordo passa di corsa gli fanno una carezza e gli dicono affettuosi: “Non farti male, sai”, e anche: “Sta attento, c’è uno scalino”.

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Ansia, stress da fila e meteoropatia. I tre consigli di Now per reagire al meglio. Si comincia da un respiro

Un’antica leggenda cinese descrive l’inferno e il paradiso. Sono identici: due sale con grandi tavole imbandite di cibi prelibati e apparecchiate con bacchette più lunghe di un braccio umano. L’unica differenza sta nel comportamento dei commensali. All’inferno tutti cercano di nutrirsi ma non ci riescono, si rovesciano il cibo addosso e imprecano in un clima di fame e frustrazione che rende il banchetto una tortura collettiva. In paradiso ognuno nutre chi gli sta davanti, e ne è nutrito. Questa leggenda non sarebbe potuta nascere nella nostra cultura fatta di scorciatoie (perché non spezzano in due le bacchette? Perché non mangiano con le mani?) ma ci regala una bella immagine sul valore della collaborazione.

Sulla collaborazione di basa anche questa rubrica. Vi invitiamo, come ogni settimana, ad arricchirla raccontandoci i vostri piccoli grandi segreti di felicità quotidiana scrivendo a now@huffingtopost.it

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Come trasformare un piatto di spaghetti in un’esperienza di mindfulness. I tre consigli di Now

Duemilacinquecento anni fa un principe chiamato Siddhārtha Gautama trovò la via dell’illuminazione meditando per sette settimane sotto un albero. Oggi i marines statunitensi utilizzano la stessa tecnica per 12 minuti al giorno, così da sviluppare una maggiore resilienza mentale in zone di guerra. “Abbiamo scoperto che bastano pochi minuti di meditazione quotidiana per migliorare nei militari l’attenzione e la memoria necessaria al loro lavoro. Interrompendo la pratica le performance sono decisamente peggiori”, rivela sul New York Times Amishi Jha, direttore del dipartimento di Neuroscienza contemplativa, Mindfulness e ricerca applicata dell’Università di Miami. Il suo programma scientifico sulla meditazione riceve 1,7 milioni dollari di finanziamento all’anno dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti.

Le motivazioni per cui meditiamo sono importanti, ed è certamente strano vedere una tecnica di pace interiore applicata a strategie di guerra. Che sia frutto di una ricerca spirituale o semplicemente il desiderio di migliorare le proprie capacità di concentrazione, oggi la scienza conferma però che pochi minuti d’impegno quotidiano nell’osservare il mondo senza giudizio, nell’ascoltare il proprio respiro e rallentare fino a fermare il ritmo dei pensieri, migliorano la salute, la sensazione di felicità interna e qualsiasi performance di tipo fisico, emotivo e mentale.

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Sveglia soft, pausa di pace e un sorriso allo specchio. La rubrica Now

“Viene un momento, nella creazione di una nuova coscienza, in cui dobbiamo allontanarci dalla riva opposta, risanare in qualche modo la scissione che separa i due combattenti, per riuscire a collocarsi nello stesso tempo su entrambe le rive e a vedere contemporaneamente con gli occhi del serpente e con gli occhi dell’aquila. […] Le possibilità sono molte, una volta che decidiamo di agire anziché reagire”. Parola di Gloria Anzaldùa, scrittrice e poetessa chicana, che della vita di frontiera ha fatto il suo punto di forza, la metafora della propria coscienza di donna, artista e omosessuale. Fare pace con se stessi e con il mondo, decidendo di agire invece che subire o reagire, è uno dei passaggi chiave per vivere nel presente e assaporare ogni momento. Come ogni settimana, abbiamo preparato per voi tre consigli di felicità quotidiana, tre piccoli segreti che possono contribuire a rendere più luminose e ricche le nostre giornate. La nostra community dedicata al buon vivere sta crescendo piano piano, e oggi vogliamo festeggiare con voi i nostri primi 25 “spuntini di Now”.

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