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Posts contrassegnato dai tag ‘salute’

Vuoi allungarti la vita? Alzati dalla sedia! Secondo uno studio svedese, basta una pausa in piedi ogni tanto (#NOW)

Vuoi allungare i tuoi telomeri e quindi la tua vita? Siedi di meno. È questo il risultato di una ricerca dell’Università di Uppsala in Svezia, che ha scoperto come non sia necessario fare attività fisica per far crescere la parte terminale dei filamenti di DNA, le strutture indicatrici di salute e longevità (chiamate telomeri, appunto). Stare in piedi e camminare sono risultate ottime attività per capovolgere il processo d’invecchiamento, persino più efficaci di sport e altre attività più intense.

L’abitudine diffusa a stare seduti otto ore e più al giorno è stata messa sotto esame in una cinquantina di pazienti donne, tutte di 68 anni di età. A una parte di loro è stato chiesto di semplicemente di stare meno sedute nei sei mesi successivi. Le altre hanno praticato attività fisica, magari per un’ora al giorno, ma non hanno sostanzialmente mutato le proprie abitudini e le ore di sedentarietà.

Dopo sei mesi, le volontarie che hanno trascorso meno tempo sedute hanno mostrato una sostanziale crescita nei telomeri, mentre il gruppo di controllo ha riportato in media una riduzione nelle dimensioni. I telomeri tendono ad accorciarsi con l’età e in caso di obesità, sedentarietà e malattia.

Non si sa esattamente quali attività abbiano svolto le donne che sono state meno sedute, ma Per Sjögren, il professore svedese che ha condotto lo studio, afferma che il periodo sedentario è stato sostituito con attività a bassa intensità, come semplicemente stare in piedi o camminare.

Le piccole pause sul lavoro o davanti alla televisione diventano dunque cruciali per il nostro benessere e la longevità. Semplici azioni come alzarsi per un giro di divano durante la pubblicità in TV o stare in piedi e spostarsi all’interno dell’ufficio tra un compito e l’altro possono custodire il segreto di una vita più sana e più lunga.

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mudra

 

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Medicina ayurvedica, consigli per il benessere del tuo bioma. Inizia la giornata con acqua, limone e miele

Ci sentiamo più microbi che esseri umani? Ogni persona vivente ospita tremila miliardi di cellule batteriche. Il rapporto con quelle che compongono il nostro organismo (e contengono quindi il nostro DNA) è di 10 a 1. Forse potremmo considerare l’ammasso unicellulare, indipendente e multi genomico, che costituisce la nostra flora intestinale come una parte fondamentale del nostro organismo? È quello che si chiede sul New York Times Katrina Ray, caporedattrice della Rivista Nature. Nonostante l’intero bioma, questo il nome dell’insieme batterico che popola il nostro corpo, non superi un chilo è mezzo di peso è responsabile della nostra salute e il suo squilibrio è legato a molte malattie. Il professor Martin J. Blaser della New York University School of Medicine, ha scoperto dopo trent’anni di studio che questi microorganismi hanno un ruolo non solo nel mantenere stabile il nostro sistema immunitario, ma anche in diverse malattie croniche come diabete, obesità, celiachia e allergia.

Questo organismo “amico”, che ci accompagna per tutta la vita, è oggi soggetto a perdita di biodiversità. Un’alimentazione più povera di alimenti freschi e l’uso non indispensabile di antibiotici ha contribuito alla perdita di ricchezza e varietà di organismi nel nostro intestino, indebolendo così anche la nostra salute. Cibi freschi e non industrializzati, evitare gli antibiotici se non strettamente necessari e l’utilizzo di alimenti fermentati naturalmente come crauti e kombucha, possono salvare la salute del nostro bioma. E anche la nostra.

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Sette porzioni di frutta e verdura al dì. Uno studio inglese svela la formula dell’alimentazione perfetta

Cinque porzioni al giorno di frutta e verdura non sono abbastanza, afferma un recente studio pubblicato in Inghilterra sul Journal of Epidemiology and Community Health. La correlazione inversa tra rischio di malattie mortali e vegetali ingeriti ogni giorno corrisponde alla quantità ideale di sette porzioni, scrivono gli scienziati dell’University College di Londra.

Secondo la ricerca, un alto consumo di frutta e verdura risulta in un rischio inferiore del 42% di morte in senso generico, del 25% in meno a causa di cancro e del 31% per infarto o malattie cardiache, escludendo i decessi avvenuti durante il primo anno di monitoraggio. L’indagine, condotta in Inghilterra dal 2001 al 2008, ha coinvolto oltre 65mila persone al di sopra dei 35 anni.

Sette porzioni al giorno non è una dose eccessiva, se si considera che un’insalatona corrisponde a tre porzioni e sei asparagi costituiscono un’altra unità. Basta organizzarsi e suddividere l’ammontare tra colazione, pranzo e cena. Naturalmente le patatine fritte non contano.

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Celery and green apple thinly chopped salad

Emisfero destro o sinistro, con quale parte del cervello affrontiamo le nostre giornate?

La nostra vita è dominata dall’emisfero sinistro o destro del cervello? Alcuni ci considerano persone prevalentemente creative e intuitive mentre altri razionali e analitiche, ma non significa che queste attitudini corrispondano al maggiore sviluppo di uno dei due lobi cerebrali. Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista scientifica PLOS ONE.

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Avarizia versus empatia, la formula del comportamento morale secondo il dr Love

“Il valore di un uomo si misura dalle poche cose che crea, non dai molti beni che accumula”, scriveva il poeta libanese Khalil Gibran. L’avarizia non gode certo di buona fama in nessuna cultura o religione del mondo. Eppure proprio questa detestabile qualità potrebbe avere un ruolo importante nella spinta evolutiva degli esseri umani. È questa una delle teorie presentate dal neuro economista statunitense Paul Zak, che studia il ruolo dell’ossitocina, l’ormone dell’amore negli esseri umani.

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