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Posts contrassegnato dai tag ‘Consigli Benessere’

Now, consigli pratici per far volare la nostra mente. Si inizia dall’olfatto…

“Questo pianeta ha –– o piuttosto aveva –– un problema, che era questo: la maggior parte della gente che ci vive era scontenta per la maggior parte del tempo. Furono suggerite molte soluzioni per questo problema, ma gran parte di esse erano basate sui movimenti di piccoli pezzi verdi di carta, il che è bizzarro, dato che, tutto considerato, non erano i piccoli pezzi verdi di carta ad essere scontenti”. Sono queste le parole usate dallo scrittore fantascientifico Douglas Adams per descrivere la ricerca di felicità nel desiderio di un cambiamento esterno legato al denaro. L’autore della mitica Guida galattica per autostoppisti ci ricorda come a volte correre come criceti in una ruota non aiuta ad avere la lucidità necessaria per risolvere i nostri problemi. E soprattutto che il vero cambiamento parte da noi e dalla visione che abbiamo delle nostre giornate.

Ecco i consigli di Now per una piccola pausa rigenerante e ritrovare chiarezza fisica e mentale. Mandateci i vostri a now@huffingtonpost.it

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Anche nella posizione più scomoda puoi trovare la libertà

 

“Non sono malata. Sono rotta. Ma sono felice, fintanto che potrò dipingere”. Così diceva Frida Kahlo, l’affascinante pittrice messicana diventata il simbolo dell’avanguardia artistica e dell’esuberanza della cultura messicana del Novecento. Ad appena 18 anni, Frida fu vittima di un incidente stradale che le provocò danni gravissimi: fu costretta a letto per moltissimo tempo e il dolore non l’abbandonò mai. Ciononostante, era felice perché poteva dipingere, poteva tradurre in forme e colori il suo sterminato mondo interiore. Questa puntata di Now, la nostra rubrica dedicata all’arte quotidiana della consapevolezza e della felicità, è ispirata a lei.

Leggi i tre consigli di felicità quotidiana su L’Huffington Post

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Lou Reed, cosa possiamo imparare dai suoi ultimi istanti

Non ho mai visto un’espressione piena di meraviglia come quella di Lou nel momento della sua morte”, ha scritto l’artista musicale Laurie Anderson, dopo la morte di suo marito Lou Reed. “Le sue mani stavano facendo la ventunesima forma del tai chi, che rappresenta lo scorrere dell’acqua. Aveva gli occhi spalancati. Stavo tenendo tra le braccia la persona che amavo di più al mondo, e gli parlavo mentre stava morendo. Il suo cuore si è fermato. Non aveva paura. Ero riuscita a camminare insieme a lui fino alla fine del mondo. La vita – così bella, dolorosa e stupefacente – non può essere migliore di così. E la morte? Penso che il senso della morte sia la liberazione dell’amore“.

Essere presenti a se stessi nella vita è una grande capacità, ma riuscirci nella morte lo è ancora di più.

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Musica da assaporare (magari in formato vinile), earthing e cambio di lato

1) Eliminare i sensi di colpa. 2) Non fare dalla sofferenza un culto. 3) Vivere nel presente (o almeno nell’immediato futuro). 4) Fare sempre le cose di cui si ha più paura; il coraggio è una cosa che s’impara a gustare col tempo, come il caviale. 5) Fidarsi della gioia. 6) Se il malocchio ti fissa, guarda da un’altra parte. 7) Prepararsi ad avere ottantasette anni.

Sono le regole scritte nel libro “Come salvarsi la vita” dalla poetessa Erica Jong, nata a New York nel 1942 e diventata famosa per la franchezza con cui parlava di sesso negli anni Settanta.

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Pane fatto in casa, una danza manuale

La fusione degli opposti è uno dei fondamentali principi della filosofia tantrica per l’evoluzione degli esseri umani. Forse non tutti sanno che il 14 febbraio, festa degli innamorati, è la ricorrenza di un martirio. Nel 273 d.C. l’ultranovantenne Valentino, vescovo di Terni, fu portato sulla via Flaminia per ordine dell’imperatore Aureliano e fu decapitato da un soldato romano il cui nome è una contraddizione in termini: Furius Placidus. Possiamo interpretare queste strane coincidenze fra la furia e la calma, fra una condanna a morte e la celebrazione del romanticismo, come invito alla compensazione degli estremi. Un principio sempre valido nello spirito di questa rubrica dedicata a piccoli consigli di felicità quotidiana.

Scopri i tre consigli di felicità quotidiana su L’Huffington Post

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Ansia, stress da fila e meteoropatia. I tre consigli di Now per reagire al meglio. Si comincia da un respiro

Un’antica leggenda cinese descrive l’inferno e il paradiso. Sono identici: due sale con grandi tavole imbandite di cibi prelibati e apparecchiate con bacchette più lunghe di un braccio umano. L’unica differenza sta nel comportamento dei commensali. All’inferno tutti cercano di nutrirsi ma non ci riescono, si rovesciano il cibo addosso e imprecano in un clima di fame e frustrazione che rende il banchetto una tortura collettiva. In paradiso ognuno nutre chi gli sta davanti, e ne è nutrito. Questa leggenda non sarebbe potuta nascere nella nostra cultura fatta di scorciatoie (perché non spezzano in due le bacchette? Perché non mangiano con le mani?) ma ci regala una bella immagine sul valore della collaborazione.

Sulla collaborazione di basa anche questa rubrica. Vi invitiamo, come ogni settimana, ad arricchirla raccontandoci i vostri piccoli grandi segreti di felicità quotidiana scrivendo a now@huffingtopost.it

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Come trasformare un piatto di spaghetti in un’esperienza di mindfulness. I tre consigli di Now

Duemilacinquecento anni fa un principe chiamato Siddhārtha Gautama trovò la via dell’illuminazione meditando per sette settimane sotto un albero. Oggi i marines statunitensi utilizzano la stessa tecnica per 12 minuti al giorno, così da sviluppare una maggiore resilienza mentale in zone di guerra. “Abbiamo scoperto che bastano pochi minuti di meditazione quotidiana per migliorare nei militari l’attenzione e la memoria necessaria al loro lavoro. Interrompendo la pratica le performance sono decisamente peggiori”, rivela sul New York Times Amishi Jha, direttore del dipartimento di Neuroscienza contemplativa, Mindfulness e ricerca applicata dell’Università di Miami. Il suo programma scientifico sulla meditazione riceve 1,7 milioni dollari di finanziamento all’anno dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti.

Le motivazioni per cui meditiamo sono importanti, ed è certamente strano vedere una tecnica di pace interiore applicata a strategie di guerra. Che sia frutto di una ricerca spirituale o semplicemente il desiderio di migliorare le proprie capacità di concentrazione, oggi la scienza conferma però che pochi minuti d’impegno quotidiano nell’osservare il mondo senza giudizio, nell’ascoltare il proprio respiro e rallentare fino a fermare il ritmo dei pensieri, migliorano la salute, la sensazione di felicità interna e qualsiasi performance di tipo fisico, emotivo e mentale.

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