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Vuoi allungarti la vita? Alzati dalla sedia! Secondo uno studio svedese, basta una pausa in piedi ogni tanto (#NOW)

Vuoi allungare i tuoi telomeri e quindi la tua vita? Siedi di meno. È questo il risultato di una ricerca dell’Università di Uppsala in Svezia, che ha scoperto come non sia necessario fare attività fisica per far crescere la parte terminale dei filamenti di DNA, le strutture indicatrici di salute e longevità (chiamate telomeri, appunto). Stare in piedi e camminare sono risultate ottime attività per capovolgere il processo d’invecchiamento, persino più efficaci di sport e altre attività più intense.

L’abitudine diffusa a stare seduti otto ore e più al giorno è stata messa sotto esame in una cinquantina di pazienti donne, tutte di 68 anni di età. A una parte di loro è stato chiesto di semplicemente di stare meno sedute nei sei mesi successivi. Le altre hanno praticato attività fisica, magari per un’ora al giorno, ma non hanno sostanzialmente mutato le proprie abitudini e le ore di sedentarietà.

Dopo sei mesi, le volontarie che hanno trascorso meno tempo sedute hanno mostrato una sostanziale crescita nei telomeri, mentre il gruppo di controllo ha riportato in media una riduzione nelle dimensioni. I telomeri tendono ad accorciarsi con l’età e in caso di obesità, sedentarietà e malattia.

Non si sa esattamente quali attività abbiano svolto le donne che sono state meno sedute, ma Per Sjögren, il professore svedese che ha condotto lo studio, afferma che il periodo sedentario è stato sostituito con attività a bassa intensità, come semplicemente stare in piedi o camminare.

Le piccole pause sul lavoro o davanti alla televisione diventano dunque cruciali per il nostro benessere e la longevità. Semplici azioni come alzarsi per un giro di divano durante la pubblicità in TV o stare in piedi e spostarsi all’interno dell’ufficio tra un compito e l’altro possono custodire il segreto di una vita più sana e più lunga.

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Dormire bene aiuta a prendere decisioni importanti (NOW)

Arianna Huffington, l’editrice internazionale di questo giornale, premiato con il Pulitzer nel 2012, e Kobe Bryant, il pluricampione mondiale di pallacanestro, hanno più aspetti in comune di quanto si potrebbe pensare. Meditano, dedicano almeno otto ore al sonno, accettano e dichiarano i propri insuccessi, si godono un bel bagno o una doccia calda la sera e staccano ogni apparecchio elettronico almeno un’ora prima di andare a dormire.

I due raccontano con entusiasmo il loro stile di vita in un articolo sul New York Times, mentre pranzano assieme in un famoso ristorante italiano a Santa Ana, in California. Che siano queste le formule del loro successo in settori così diversi, come sperimentare soluzioni vincenti di comunicazione e far volare la palla sul campo da basket?

I due condividono ancora di più, come l’infanzia sulle rive del Mar Mediterraneo: Arianna Huffington ad Atene, con la sua famiglia, e Kobe Bryant a Napoli, dove nei cortili della città ha cominciato a lanciare la palla a canestro. Il campione sportivo ha vissuto otto anni in Italia, imparando la nostra lingua e assimilando molti aspetti della cultura giovanile locale.

Entrambi hanno incontrato il successo giovanissimi: Arianna ha scritto il suo primo best seller a 23 anni e Kobe era già un campione a 18. Entrambi sopravvissuti ad attacchi personali e grossi insuccessi. Ma soprattutto entrambi consapevoli che la felicità deriva da una quotidianità semplice e dalla capacità di scaricare la mente dall’eccesso di lavoro e informazione cui è sottoposta ogni giorno.

Un’amicizia forse improbabile, ma fortemente rafforzata dal promuovere una nuova formula di successo che, oltre all’affermazione professionale ed economica, riconosce anche l’equilibrio interiore come capacità di essere presenti fisicamente e mentalmente e saper condividere il tempo e i nostri sentimenti con le persone cui teniamo.

Leggi le recenti scoperte sul sonno su Huffington Post

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