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Come sorridere ai ricordi. La rubrica #Now

Avere a che fare con il passato non è mai facile. Rigido, ingombrante, etichettato oppure fluido, coltivato ma sempre presente. Come si fa a vivere con pienezza il momento, liberandosi non dal ricordo – perché sarebbe impossibile – ma dal peso emotivo di quello che è successo in precedenza? Una ricetta precisa non c’è. Ma un maestro nell’ironizzare sul passato è lo scrittore argentino Julio Cortázar. Lo fa nel suo libro dedicato a famas e cronopios, due tribù immaginarie di creature opposte ed estreme: “I famas, per conservare i loro ricordi, seguono il metodo dell’imbalsamazione: dopo aver fissato il ricordo con capelli e segnali, lo avvolgono dalla testa ai piedi in un lenzuolo nero e lo sistemano contro la parete del salotto, con un cartellino che dice: “Gita a Quilmes”, oppure: “Frank Sinatra”. I cronopios invece, questi esseri disordinati e tiepidi, sparpagliano i ricordi per la casa, allegri e contenti, e ci vivono in mezzo e quando un ricordo passa di corsa gli fanno una carezza e gli dicono affettuosi: “Non farti male, sai”, e anche: “Sta attento, c’è uno scalino”.

Leggi il resto della rubrica su L’Huffington Post

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Il coraggio di inseguire i sogni, anche nel dolore

Non puoi avere sempre ciò che vuoi” – scriveva Mick Jagger nel 1968 in una famosa canzone pubblicata nell’album Let it bleed – “ma se ogni tanto ci provi, potresti ottenere ciò di cui hai bisogno”.

Il famoso cantante dei Rolling Stones sembra aver ottenuto quasi tutto nella vita, eppure il successo non deve averlo risparmiato da emozioni forti e grandi dispiaceri, come quest’ultimo di aver perso la sua compagna. Forse, una delle cose che rende autentica la nostra esistenza è la capacità di accettare e vivere in maniera incondizionata quello che arriva in ogni momento.

Auguriamo a Mick di mantenere vivo lo spirito che ha fatto nascere la sua vecchia canzone, anche in un momento così difficile. Il coraggio di continuare a inseguire i propri sogni, adattandoci a quello che ci troviamo di fronte, è una risorsa eterna.

Leggi gli stratagemmi di Now per affrontare i presente su L’Huffington Post

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Anche nella posizione più scomoda puoi trovare la libertà

 

“Non sono malata. Sono rotta. Ma sono felice, fintanto che potrò dipingere”. Così diceva Frida Kahlo, l’affascinante pittrice messicana diventata il simbolo dell’avanguardia artistica e dell’esuberanza della cultura messicana del Novecento. Ad appena 18 anni, Frida fu vittima di un incidente stradale che le provocò danni gravissimi: fu costretta a letto per moltissimo tempo e il dolore non l’abbandonò mai. Ciononostante, era felice perché poteva dipingere, poteva tradurre in forme e colori il suo sterminato mondo interiore. Questa puntata di Now, la nostra rubrica dedicata all’arte quotidiana della consapevolezza e della felicità, è ispirata a lei.

Leggi i tre consigli di felicità quotidiana su L’Huffington Post

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Lou Reed, cosa possiamo imparare dai suoi ultimi istanti

Non ho mai visto un’espressione piena di meraviglia come quella di Lou nel momento della sua morte”, ha scritto l’artista musicale Laurie Anderson, dopo la morte di suo marito Lou Reed. “Le sue mani stavano facendo la ventunesima forma del tai chi, che rappresenta lo scorrere dell’acqua. Aveva gli occhi spalancati. Stavo tenendo tra le braccia la persona che amavo di più al mondo, e gli parlavo mentre stava morendo. Il suo cuore si è fermato. Non aveva paura. Ero riuscita a camminare insieme a lui fino alla fine del mondo. La vita – così bella, dolorosa e stupefacente – non può essere migliore di così. E la morte? Penso che il senso della morte sia la liberazione dell’amore“.

Essere presenti a se stessi nella vita è una grande capacità, ma riuscirci nella morte lo è ancora di più.

Leggi l’ultima puntata di Now su L’Huffington Post

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Musica da assaporare (magari in formato vinile), earthing e cambio di lato

1) Eliminare i sensi di colpa. 2) Non fare dalla sofferenza un culto. 3) Vivere nel presente (o almeno nell’immediato futuro). 4) Fare sempre le cose di cui si ha più paura; il coraggio è una cosa che s’impara a gustare col tempo, come il caviale. 5) Fidarsi della gioia. 6) Se il malocchio ti fissa, guarda da un’altra parte. 7) Prepararsi ad avere ottantasette anni.

Sono le regole scritte nel libro “Come salvarsi la vita” dalla poetessa Erica Jong, nata a New York nel 1942 e diventata famosa per la franchezza con cui parlava di sesso negli anni Settanta.

Leggi i tre consigli di felicità su L’Huffington Post

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