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Pane fatto in casa, una danza manuale

La fusione degli opposti è uno dei fondamentali principi della filosofia tantrica per l’evoluzione degli esseri umani. Forse non tutti sanno che il 14 febbraio, festa degli innamorati, è la ricorrenza di un martirio. Nel 273 d.C. l’ultranovantenne Valentino, vescovo di Terni, fu portato sulla via Flaminia per ordine dell’imperatore Aureliano e fu decapitato da un soldato romano il cui nome è una contraddizione in termini: Furius Placidus. Possiamo interpretare queste strane coincidenze fra la furia e la calma, fra una condanna a morte e la celebrazione del romanticismo, come invito alla compensazione degli estremi. Un principio sempre valido nello spirito di questa rubrica dedicata a piccoli consigli di felicità quotidiana.

Scopri i tre consigli di felicità quotidiana su L’Huffington Post

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Ansia, stress da fila e meteoropatia. I tre consigli di Now per reagire al meglio. Si comincia da un respiro

Un’antica leggenda cinese descrive l’inferno e il paradiso. Sono identici: due sale con grandi tavole imbandite di cibi prelibati e apparecchiate con bacchette più lunghe di un braccio umano. L’unica differenza sta nel comportamento dei commensali. All’inferno tutti cercano di nutrirsi ma non ci riescono, si rovesciano il cibo addosso e imprecano in un clima di fame e frustrazione che rende il banchetto una tortura collettiva. In paradiso ognuno nutre chi gli sta davanti, e ne è nutrito. Questa leggenda non sarebbe potuta nascere nella nostra cultura fatta di scorciatoie (perché non spezzano in due le bacchette? Perché non mangiano con le mani?) ma ci regala una bella immagine sul valore della collaborazione.

Sulla collaborazione di basa anche questa rubrica. Vi invitiamo, come ogni settimana, ad arricchirla raccontandoci i vostri piccoli grandi segreti di felicità quotidiana scrivendo a now@huffingtopost.it

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Come trasformare un piatto di spaghetti in un’esperienza di mindfulness. I tre consigli di Now

Duemilacinquecento anni fa un principe chiamato Siddhārtha Gautama trovò la via dell’illuminazione meditando per sette settimane sotto un albero. Oggi i marines statunitensi utilizzano la stessa tecnica per 12 minuti al giorno, così da sviluppare una maggiore resilienza mentale in zone di guerra. “Abbiamo scoperto che bastano pochi minuti di meditazione quotidiana per migliorare nei militari l’attenzione e la memoria necessaria al loro lavoro. Interrompendo la pratica le performance sono decisamente peggiori”, rivela sul New York Times Amishi Jha, direttore del dipartimento di Neuroscienza contemplativa, Mindfulness e ricerca applicata dell’Università di Miami. Il suo programma scientifico sulla meditazione riceve 1,7 milioni dollari di finanziamento all’anno dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti.

Le motivazioni per cui meditiamo sono importanti, ed è certamente strano vedere una tecnica di pace interiore applicata a strategie di guerra. Che sia frutto di una ricerca spirituale o semplicemente il desiderio di migliorare le proprie capacità di concentrazione, oggi la scienza conferma però che pochi minuti d’impegno quotidiano nell’osservare il mondo senza giudizio, nell’ascoltare il proprio respiro e rallentare fino a fermare il ritmo dei pensieri, migliorano la salute, la sensazione di felicità interna e qualsiasi performance di tipo fisico, emotivo e mentale.

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